Un piccolo parallelepipedo da portare nello zaino per continuare a utilizzare il MacBook anche lontano da una presa di corrente. BatteryBox è stata una delle prime proposte di GBatteries, startup specializzata nello sviluppo di tecnologie avanzate per la gestione delle batterie.
Presentata nel 2014, BatteryBox non era però soltanto una batteria esterna per MacBook. All’interno nascondeva BatteryOS, un sistema sviluppato da GBatteries per controllare in maniera intelligente il funzionamento delle batterie agli ioni di litio.
BatteryBox, energia portatile per il MacBook
L’idea alla base del progetto era semplice: aumentare l’autonomia di un computer portatile senza dover cercare continuamente una presa elettrica.
BatteryBox concentrava la propria batteria in un contenitore compatto, pensato per essere facilmente trasportato insieme al notebook. Oltre all’alimentazione dei MacBook, disponeva di una porta USB utilizzabile per smartphone e altri dispositivi elettronici.
Il progetto nasceva in un periodo molto diverso da quello attuale: l’USB-C non era ancora diventato lo standard per alimentare i notebook e ricaricare un MacBook attraverso una comune batteria portatile era molto meno semplice di oggi.
Non ricaricava semplicemente la batteria del MacBook
Una delle caratteristiche più interessanti di BatteryBox riguardava il modo in cui forniva energia al computer.
Invece di utilizzare la propria energia per ricaricare continuamente la batteria interna del MacBook, BatteryBox poteva alimentare direttamente il computer, riducendo così l’utilizzo della batteria integrata.
Una soluzione pensata anche per limitare i cicli di carica e scarica della batteria del notebook.
BatteryOS era il vero cuore del progetto
Dietro il prodotto c’era una tecnologia più ambiziosa chiamata BatteryOS.
GBatteries stava sviluppando un sistema di gestione intelligente capace di controllare il comportamento delle batterie agli ioni di litio durante ricarica, utilizzo e inattività.
BatteryBox diventava così anche una dimostrazione concreta della tecnologia sviluppata dall’azienda: un prodotto consumer attraverso il quale sperimentare un nuovo approccio alla gestione delle batterie.
Quanta autonomia offriva BatteryBox?
La prima versione annunciata nel 2014 disponeva di una capacità di 50 Wh. Secondo i dati comunicati all’epoca da GBatteries, era sufficiente per offrire fino a 12 ore aggiuntive a un MacBook Air, circa 6 ore a un MacBook Pro oppure per effettuare fino a otto ricariche di un iPhone.
Il prodotto arrivato successivamente sul mercato aumentò la capacità fino a circa 60 Wh.
Il problema del connettore MagSafe
Portare energia a un MacBook dell’epoca presentava però una difficoltà: il connettore proprietario MagSafe di Apple.
GBatteries sviluppò quindi SnapFit, un sistema che permetteva di collegare BatteryBox ai MacBook compatibili senza utilizzare direttamente un normale connettore MagSafe.
Il cavo usciva dalla batteria e terminava in uno specifico adattatore che veniva fissato lateralmente al computer.
Un power bank prima dell’era USB-C
Osservato oggi, BatteryBox può sembrare semplicemente un grande power bank per notebook. Ma il contesto tecnologico nel quale nacque era molto diverso.
Oggi una batteria dotata di USB-C Power Delivery può alimentare numerosi notebook utilizzando lo stesso standard impiegato per smartphone, tablet e altri dispositivi.
Nel 2014 i produttori utilizzavano invece alimentatori e connettori differenti e realizzare una vera batteria portatile per laptop era molto più complicato.
Da BatteryBox alle batterie per la mobilità elettrica
BatteryBox appartiene alla prima fase della storia di GBatteries. L’azienda ha successivamente spostato la propria ricerca dal prodotto consumer allo sviluppo di sistemi avanzati di gestione delle batterie.
Oggi GBatteries lavora su tecnologie destinate soprattutto alla mobilità elettrica, combinando sistemi intelligenti di battery management e nuove batterie ad alta densità energetica.
BatteryBox rimane quindi interessante non soltanto come accessorio tecnologico del suo tempo, ma come uno dei primi prodotti attraverso i quali GBatteries cercò di dimostrare concretamente la propria tecnologia.
Quando il design nasconde la tecnologia
Anche esteticamente BatteryBox seguiva un approccio estremamente semplice: un volume compatto e quasi privo di elementi decorativi, progettato principalmente per essere trasportato insieme al computer.
Il vero elemento innovativo non doveva essere visibile all’esterno. Era il modo in cui l’elettronica gestiva l’energia contenuta al suo interno a rappresentare la parte più interessante del progetto.
Un oggetto apparentemente minimale che anticipava una necessità oggi comune: poter alimentare computer, smartphone e dispositivi mobili anche quando una presa di corrente non è disponibile.
