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Maglie oversize, intrecci tridimensionali e grandi punti lavorati a mano trasformano semplici sedute in insoliti oggetti tessili. Sono le sedie e gli sgabelli in lana di Claire-Anne O’Brien, designer irlandese che ha portato le tecniche tradizionali della maglia nel mondo dell’arredamento contemporaneo.

Nel suo lavoro il tessuto non è semplicemente un rivestimento: diventa volume, struttura e soprattutto uno degli elementi che definiscono la forma stessa del mobile.

Quando lavorare a maglia diventa furniture design

Siamo abituati ad associare ferri e lana a maglioni, sciarpe e coperte. Claire-Anne O’Brien parte invece dalle stesse tecniche per sperimentare su una scala completamente diversa.

I punti della maglia vengono ingranditi fino ad assumere un carattere quasi scultoreo. Intrecci, nodi e strutture normalmente osservabili soltanto da vicino diventano così protagonisti della superficie della seduta.

Il risultato è un interessante incontro tra textile design e furniture design.

I Knit Stools di Claire-Anne O’Brien

Tra i lavori che hanno contribuito a far conoscere la designer troviamo i Knit Stools, una serie di sgabelli caratterizzati da grandi lavorazioni a maglia.

La semplicità della struttura inferiore contrasta con la ricchezza della parte tessile: la seduta diventa una composizione di punti, trecce, anelli e volumi che sembrano emergere dalla superficie.

Le differenti combinazioni di colori e lavorazioni permettono a ogni sgabello di assumere una propria identità.

Knit Stools lavorati a maglia di Claire-Anne O'Brien

La maglia diventa tridimensionale

L’aspetto più interessante dei Knit Stools è probabilmente il cambiamento di scala.

Un punto che in un normale maglione misura pochi millimetri viene reinterpretato attraverso filati molto più grandi, diventando immediatamente visibile anche a distanza.

La tecnica tessile non viene quindi nascosta. Al contrario, la costruzione della maglia diventa il motivo decorativo dell’oggetto.

Sedie in lana di Claire-Anne O'Brien

La British Wool Chair

Un altro progetto significativo è la British Wool Chair, una sedia nella quale Claire-Anne O’Brien porta la lavorazione a maglia su una struttura più tradizionale.

La seduta fu realizzata per la British Wool Week utilizzando filati Rowan British Sheep Breeds.

Anche in questo caso il contrasto è evidente: la geometria familiare della sedia viene completamente trasformata dal volume e dalla texture della lana.

Sgabello in lana lavorata a maglia di Claire-Anne O'Brien

Una sedia che sembra indossare un maglione

In altri esperimenti della designer il rapporto tra moda e arredamento diventa ancora più esplicito.

Claire-Anne O’Brien ha infatti esplorato l’idea di rivestire le sedie con elementi che ricordano veri e propri capi di abbigliamento: coste, bottoni, asole e altri dettagli tipici della maglieria vengono adattati alla forma del mobile.

La sedia sembra così indossare il proprio maglione, trasformando un gesto quotidiano – lasciare un capo sullo schienale – in un elemento progettuale.

Sedia rivestita con una lavorazione in lana a maglia

Chi è Claire-Anne O’Brien?

Claire-Anne O’Brien è una textile designer originaria dell’Irlanda.

Dopo gli studi nel campo della moda e del textile design, ha conseguito nel 2010 un Master in Textiles al Royal College of Art di Londra.

Il suo lavoro si concentra soprattutto sulle possibilità tridimensionali della maglia e sul rapporto tra tessuto, artigianato e arredamento.

Invece di considerare il tessile come una superficie piatta da applicare successivamente al mobile, O’Brien utilizza le proprietà della lavorazione a maglia per costruire forme e volumi.

Olann e la tradizione irlandese

Questa ricerca è particolarmente evidente nella collezione Olann, parola che in irlandese significa “lana”.

La collezione prende ispirazione dalla tradizione irlandese, dove pesca e lavorazione a maglia hanno avuto per lungo tempo un ruolo importante nella vita delle comunità locali.

I motivi richiamano elementi familiari come maglioni Aran, nodi da pesca e cesti in salice, reinterpretandoli attraverso un linguaggio contemporaneo.

Mobili tessili in lana progettati da Claire-Anne O'Brien

Artigianato e produzione locale

Olann introduce anche un’altra dimensione interessante del progetto: il rapporto con l’artigianato.

I pezzi vengono lavorati a mano da artigiani specializzati, mantenendo la produzione locale e recuperando in chiave contemporanea la tradizione della cottage industry.

La lana britannica utilizzata per la collezione viene prodotta appositamente da Laxtons Mill di Leeds, mentre in alcuni elementi vengono utilizzati materiali naturali come fibra di cocco, lana non filata e piume.

Dalla tradizione al design contemporaneo

Il lavoro di Claire-Anne O’Brien è interessante proprio perché non cerca di nascondere l’origine artigianale delle tecniche utilizzate.

Trecce, nodi e punti della maglia rimangono immediatamente riconoscibili, ma vengono modificati nella scala e applicati a oggetti completamente differenti rispetto a quelli della tradizione.

Una tecnica antica diventa così uno strumento per progettare arredi contemporanei.

Perché queste sedie in lana sono ancora attuali

Riscoprire oggi questi progetti, pubblicati su Design Miss originariamente nel 2013, è particolarmente interessante.

Temi come artigianato, materiali naturali, produzione locale e recupero delle tecniche tradizionali sono diventati ancora più centrali nel design contemporaneo.

Le sedie in lana di Claire-Anne O’Brien dimostrano inoltre come una lavorazione apparentemente lontana dal mondo del furniture design possa diventare il punto di partenza per progettare un oggetto completamente nuovo.

La lana smette di essere soltanto qualcosa con cui vestirsi: diventa una superficie tridimensionale da intrecciare, modellare e, alla fine, anche un luogo sul quale sedersi.