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Una parete in legno apparentemente uniforme che, con un semplice gesto, si trasforma in una serie di mensole. È Piano Shelf, uno dei progetti più riconoscibili del designer e artista Sebastian ErraZuriz.

Il principio è tanto semplice quanto spettacolare: i singoli elementi verticali possono essere abbassati proprio come i tasti di un pianoforte, creando soltanto le superfici d’appoggio necessarie in quel momento.

Una mensola ispirata ai tasti del pianoforte

Quando tutti gli elementi sono chiusi, Piano Shelf appare quasi come un pannello decorativo composto da una sequenza regolare di listelli verticali.

È sufficiente abbassarne uno per cambiare completamente la funzione dell’oggetto.

Il listello ruota fino a diventare una piccola mensola sulla quale possono essere appoggiati libri, fotografie e altri oggetti.

Abbassando più elementi contemporaneamente è invece possibile creare una superficie d’appoggio più lunga.

Una libreria che cambia secondo quello che dobbiamo appoggiare

La caratteristica più interessante di Piano Shelf è proprio la sua configurabilità.

In una normale libreria sono i nostri oggetti a doversi adattare alla posizione dei ripiani. Qui accade quasi il contrario.

È l’utente a decidere quali elementi aprire e quindi dove creare le superfici d’appoggio.

La composizione della parete può così cambiare continuamente in funzione degli oggetti che vogliamo esporre.

Il vuoto diventa parte della composizione

Quando un elemento viene abbassato non compare soltanto una mensola.

Al suo posto rimane anche uno spazio rettangolare vuoto all’interno della parete in legno.

Sebastian ErraZuriz utilizza questo vuoto come parte integrante del progetto: l’apertura finisce per incorniciare l’oggetto appoggiato sulla mensola.

Il risultato cambia quindi a seconda del numero e della posizione degli elementi aperti.

Mensola pianoforte con elementi in legno abbassabili

Piano Shelf di Sebastian ErraZuriz

La Piano Shelf è stata progettata originariamente nel 1997 ed è diventata nel tempo uno dei lavori caratteristici di Sebastian ErraZuriz.

Il designer cileno, attivo tra arte e design, utilizza spesso oggetti apparentemente familiari per mettere in discussione il modo in cui siamo abituati a utilizzarli.

In questo caso una delle strutture più tradizionali dell’arredamento, la mensola, diventa un oggetto cinetico che può essere continuamente riconfigurato.

Perché si chiama Piano Shelf?

Il nome non deriva soltanto dalla somiglianza visiva con una tastiera.

La storia raccontata dallo stesso studio di ErraZuriz è molto più curiosa.

La costruzione del primo prototipo richiese un lavoro estremamente preciso. Ognuno dei numerosi elementi in legno doveva essere regolato singolarmente attraverso una piccola vite nascosta, affinché una volta abbassato risultasse perfettamente orizzontale.

L’artigiano che collaborava con il designer, osservando il prototipo terminato, disse che sarebbe tornato a casa raccontando alla moglie che ormai, invece di essere un falegname, era diventato un accordatore di pianoforti o un orologiaio.

Da quel momento il progetto prese il nome di Piano Shelf.

Piano Shelf, mensola pianoforte di Sebastian Errazuriz

Ogni elemento deve essere perfettamente allineato

La semplicità visiva nasconde quindi una costruzione decisamente più complessa.

Quando più elementi vengono abbassati contemporaneamente devono trovarsi esattamente sullo stesso piano per poter funzionare come un’unica superficie.

Per questo ogni componente viene regolato individualmente attraverso un sistema nascosto.

Secondo lo studio, la realizzazione artigianale di una Piano Shelf può richiedere diversi mesi.

Da parete decorativa a libreria

Completamente chiusa, Piano Shelf occupa pochissimo spazio nell’ambiente e mantiene l’aspetto di una superficie decorativa.

Aprendo alcuni elementi può diventare una piccola mensola; aprendone molti può trasformarsi in una vera composizione per libri e oggetti.

È questa doppia identità a rendere il progetto particolarmente interessante anche negli ambienti contemporanei, dove arredi trasformabili e soluzioni salvaspazio sono sempre più ricercati.

Una mensola che diventa parte dell’arredamento

Piano Shelf non cerca di nascondersi quando non viene utilizzata.

La ripetizione dei listelli verticali crea infatti un disegno geometrico sulla parete, mentre l’apertura di alcuni elementi interrompe intenzionalmente questo ritmo.

Oggetti, libri e fotografie entrano così nella composizione e contribuiscono a modificarla.

Un progetto nato nel 1997 e ancora attuale

L’aspetto forse più sorprendente è scoprire che questo mobile, che potrebbe sembrare un recente progetto dedicato agli spazi flessibili, è stato ideato nel 1997.

A quasi trent’anni dalla sua progettazione, Sebastian ErraZuriz continua a presentare Piano Shelf nel proprio portfolio ufficiale.

Ed è facile capire perché: il meccanismo è immediatamente comprensibile, la forma è essenziale e soprattutto lascia all’utilizzatore la possibilità di modificare continuamente l’aspetto e la funzione del mobile.

Una mensola pianoforte nella quale, proprio come con uno strumento musicale, sono le combinazioni scelte dall’utente a determinare il risultato finale.