La superficie di un mobile può diventare parte integrante del suo linguaggio progettuale. È ciò che accade con Tapies di Gervasoni, una collezione di madie e credenze nella quale geometria, texture e lavorazione della materia contribuiscono insieme a definire l’identità dell’arredo.

Curata da Concetta Giannangeli, Tapies nasce all’interno della ricerca che Gervasoni porta avanti sui materiali e sulle loro possibilità espressive, mettendo in relazione tradizione manifatturiera e sperimentazione contemporanea.

Tapies, la collezione di madie e credenze Gervasoni

Tapies è una collezione di ready made proposta in differenti configurazioni, dimensioni e proporzioni.

Il punto di partenza è un volume essenziale. La forma del mobile rimane volutamente rigorosa per lasciare maggiore spazio alla materialità delle superfici e ai dettagli costruttivi.

È proprio osservando i frontali che emerge uno degli elementi più caratteristici della collezione: una successione regolare di sottili incisioni verticali che attraversa la superficie e crea un ritmo continuo.

Tapies Gervasoni, madia tra geometria e materia Texture della superficie della Tapies Collection

Il cemento spatolato diventa superficie d’arredo

La struttura delle madie Tapies è realizzata in MDF rifinito in cemento spatolato verniciato.

Una scelta che permette alla finitura di assumere un ruolo centrale nel progetto. Il cemento non viene utilizzato semplicemente come rivestimento, ma contribuisce alla percezione complessiva del mobile attraverso texture, profondità e variazioni della superficie.

Le incisioni verticali enfatizzano ulteriormente questa caratteristica, interrompendo la continuità del rivestimento con una trama geometrica regolare.

Madia di design Tapies inserita in un ambiente contemporaneo Dettaglio dei frontali della collezione Tapies

Le incisioni verticali creano il ritmo di Tapies

Il motivo che attraversa i frontali rappresenta probabilmente l’elemento visivamente più riconoscibile della collezione.

Le linee verticali scandiscono la superficie con regolarità, creando una successione di pieni, ombre e leggere variazioni percettive.

Il risultato cambia anche in funzione della luce: la lavorazione introduce profondità nel rivestimento e contribuisce a rendere la superficie meno uniforme rispetto a un tradizionale fronte completamente liscio.

Tapies Collection di Gervasoni curata da Concetta Giannangeli

Una base trapezoidale al posto dei tradizionali piedini

L’attenzione ai dettagli continua nella parte inferiore del mobile.

In Tapies i tradizionali piedini scompaiono e vengono sostituiti da un elemento trapezoidale che prolunga visivamente la struttura fino al pavimento.

La soluzione permette di conservare la continuità e la compattezza del volume, facendo percepire base e corpo del mobile come parti dello stesso disegno.

Anche questo elemento contribuisce quindi al carattere quasi architettonico della collezione.

Madia Tapies di Gervasoni con finitura in cemento spatolato Dettaglio delle incisioni verticali della madia Tapies

Il contrasto tra cemento e vetro

Alla solidità visiva del cemento spatolato e della base si contrappongono elementi volutamente più leggeri.

I ripiani in vetro temperato introducono una materialità differente, mentre le maniglie completano il progetto attraverso dettagli che interrompono con discrezione la continuità delle superfici.

Nasce così un equilibrio tra materiali e percezioni differenti: alla consistenza materica dell’esterno si affianca la leggerezza visiva del vetro.

Superficie in cemento spatolato della collezione Tapies Gervasoni Madia Tapies Gervasoni con base trapezoidale

Geometria e materia nello stesso mobile

Tapies lavora quindi su due linguaggi apparentemente differenti.

Da una parte troviamo la geometria: volumi essenziali, linee verticali, proporzioni definite e una base dalla forma precisa.

Dall’altra emerge la materia, attraverso la texture del cemento spatolato e la profondità generata dalla lavorazione dei frontali.

È proprio dall’incontro di questi due elementi che deriva l’identità della collezione.

Madie differenti, un unico linguaggio

La collezione è disponibile in diverse dimensioni e configurazioni, ma conserva gli stessi elementi progettuali fondamentali.

Cambiano proporzioni e capacità contenitiva, mentre rimangono riconoscibili la lavorazione verticale delle superfici, la finitura materica e il particolare rapporto tra corpo e base.

Questo permette alle diverse versioni di funzionare singolarmente oppure di entrare in ambienti differenti mantenendo una forte coerenza stilistica.

Dettaglio della base della madia Tapies di Gervasoni

La ricerca sui materiali di Gervasoni

Tapies si inserisce in un percorso più ampio di Gervasoni, nel quale materiali, lavorazioni e finiture partecipano direttamente alla definizione del progetto.

La materia non viene quindi considerata soltanto come elemento necessario alla costruzione del mobile, ma come uno degli strumenti attraverso cui attribuire carattere all’oggetto.

Nel caso di Tapies questa ricerca emerge soprattutto nel modo in cui una superficie apparentemente compatta viene trasformata attraverso incisioni, texture e differenti consistenze.

Gervasoni, oltre 140 anni di design e produzione

La storia di Gervasoni 1882 inizia, come suggerisce il nome, nel 1882.

L’azienda italiana a conduzione familiare è oggi guidata dalla terza generazione, Giovanni e Michele Gervasoni, e ha sede e stabilimento produttivo a Pavia di Udine.

Le sue collezioni sono destinate ai settori residenziale, hospitality, contract e marine e nascono dal dialogo con architetti e designer.

Gervasoni opera oggi a livello internazionale con una presenza in oltre 80 Paesi ed è parte del gruppo industriale italiano Dexelance.

Tapies: quando il dettaglio costruisce il progetto

Osservando Tapies nel suo insieme, sono soprattutto i dettagli a trasformare un volume essenziale in un mobile immediatamente riconoscibile.

Le incisioni verticali, la finitura in cemento spatolato, la base trapezoidale e il contrasto con il vetro non funzionano come elementi indipendenti, ma partecipano allo stesso linguaggio.

Tapies di Gervasoni diventa così una collezione nella quale la superficie non rappresenta semplicemente la parte esterna del mobile: diventa uno degli elementi principali del progetto, costruendo attraverso materia e geometria quel ritmo che dà il nome alla collezione.