Scultura cinetica BMW con 714 sfere al BMW Museum
Settecentoquattordici sfere metalliche sospese nel vuoto si muovono lentamente verso l’alto e verso il basso. All’inizio sembrano seguire movimenti indipendenti e quasi casuali, poi progressivamente iniziano a ordinarsi fino a far emergere nello spazio la silhouette di un’automobile.
È la Kinetic Sculpture del BMW Museum di Monaco, una spettacolare installazione realizzata da ART+COM nel 2008 per raccontare attraverso movimento, tecnologia e design il processo che porta alla definizione della forma di un’automobile.
L’installazione occupa una superficie di circa sei metri quadrati ed è composta da 714 sfere metalliche, ciascuna sospesa al soffitto attraverso un sottile filo d’acciaio.
Ogni sfera può muoversi verticalmente in maniera indipendente dalle altre grazie a un sistema di motori controllati elettronicamente.
Prese singolarmente sono semplicemente punti nello spazio. Quando vengono coordinate dal software diventano invece una superficie tridimensionale in continuo movimento.
La Kinetic Sculpture non è stata progettata soltanto per creare un effetto spettacolare.
ART+COM l’ha concepita come una rappresentazione metaforica del processo di ricerca della forma nel design.
La coreografia dura circa sette minuti. Inizialmente le sfere si muovono in una configurazione apparentemente caotica, poi iniziano a formare superfici, volumi e differenti configurazioni.
Le forme entrano quasi in competizione tra loro, si modificano e scompaiono fino a quando dal movimento emerge un oggetto riconoscibile: la silhouette di un’automobile.
Durante la sequenza le sfere suggeriscono i profili di differenti automobili appartenenti alla storia BMW.
Non esiste una carrozzeria reale: parafanghi, cofano, tetto e abitacolo vengono percepiti dal nostro cervello collegando idealmente centinaia di punti sospesi nello spazio.
Il principio ricorda quello dei pixel di uno schermo, con una differenza fondamentale: qui i punti non si muovono su una superficie bidimensionale, ma occupano fisicamente lo spazio.
ART+COM descrive il progetto come il passaggio dai pixel virtuali a una sorta di voxel fisici.
Ogni sfera rappresenta un singolo elemento di una forma più grande. Controllando con precisione la sua altezza è possibile stabilire un punto nello spazio tridimensionale.
Ripetendo l’operazione contemporaneamente per 714 elementi, il sistema può generare superfici curve e volumi che cambiano continuamente.
La tecnologia digitale smette così di essere confinata all’interno di uno schermo e diventa una vera struttura fisica.
Dietro l’apparente leggerezza dell’installazione si nasconde un sistema meccatronico estremamente complesso.
Ognuna delle 714 sfere dispone di un sistema di movimentazione individuale. Argani e motori ad alta precisione controllano la lunghezza dei sottili cavi d’acciaio, determinando l’esatta posizione verticale di ciascun elemento.
Il software coordina contemporaneamente centinaia di movimenti, trasformando i dati digitali in una coreografia fisica.
Il sistema permette alle sfere di compiere un’escursione verticale fino a circa tre metri mantenendo un controllo estremamente preciso della loro posizione.
Il risultato è qualcosa che si trova a metà strada tra scultura, robotica e animazione tridimensionale.
Normalmente un’animazione viene prodotta modificando migliaia di pixel su uno schermo. Al BMW Museum il principio viene ribaltato: l’immagine viene costruita spostando realmente degli oggetti nello spazio.
Le sfere diventano così una sorta di display tridimensionale meccanico nel quale ogni punto può assumere una posizione differente.
La scelta di rappresentare il processo di progettazione attraverso una forma continuamente mutevole è strettamente legata al tema centrale del BMW Museum.
Prima di diventare un’automobile, un progetto attraversa schizzi, modelli, alternative e continue trasformazioni. Diverse possibilità vengono esplorate e progressivamente eliminate fino alla definizione della forma finale.
La scultura traduce questo processo in movimento: il visitatore non vede semplicemente il risultato, ma osserva simbolicamente la forma mentre viene cercata.
Realizzata in occasione del rinnovamento del BMW Museum e presentata nel 2008, la Kinetic Sculpture è rapidamente diventata una delle installazioni più riconoscibili del museo di Monaco.
L’opera ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali nel campo del design e della comunicazione e i video delle sfere in movimento hanno contribuito a renderla conosciuta ben oltre gli spazi del museo.
A distanza di anni, il progetto rimane particolarmente attuale: 714 semplici sfere, coordinate da meccanica, elettronica e software, riescono a trasformare dati digitali in una forma fisica capace di apparire, cambiare e dissolversi davanti agli occhi dello spettatore.
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