Categorie: Gadget

Cubo di Rubik per non vedenti: scopri FEEL

Come si può risolvere un cubo di Rubik senza utilizzare i colori? FEEL reinterpreta uno dei rompicapo più famosi al mondo sostituendo il riconoscimento visivo con quello tattile. Il risultato è un originale cubo di Rubik per non vedenti, nel quale ogni faccia può essere identificata semplicemente attraverso il tatto.

Il progetto, conosciuto come FEEL: Rubik Cube Braille, dimostra come anche un oggetto estremamente conosciuto possa essere ripensato secondo i principi dell’inclusive design, rendendo l’esperienza di gioco accessibile anche alle persone con disabilità visive.

FEEL: un Rubik Cube da risolvere con il tatto

Nel tradizionale cubo di Rubik il giocatore deve ricomporre le sei facce associando correttamente i diversi colori.

Per una persona cieca o ipovedente questo sistema presenta un limite evidente: le differenze cromatiche non forniscono le informazioni necessarie per riconoscere i singoli elementi.

FEEL affronta il problema cambiando il modo con cui queste informazioni vengono comunicate. Al posto di affidarsi esclusivamente alla vista, il cubo utilizza simboli e superfici riconoscibili attraverso le dita.

Un cubo di Rubik accessibile alle persone non vedenti

L’aspetto più interessante del progetto non è semplicemente l’aggiunta di elementi tattili, ma il cambiamento dell’interazione con l’oggetto.

Il giocatore può esplorare le differenti facce con le dita, riconoscere i simboli e memorizzarne la posizione prima di effettuare le tradizionali rotazioni del cubo.

Il principio del celebre rompicapo rimane quindi sostanzialmente invariato: ciò che cambia è il linguaggio utilizzato per trasmettere le informazioni necessarie a risolverlo.

Dal colore ai simboli tattili

Il cubo di Rubik tradizionale utilizza sei colori differenti. FEEL trasferisce questa distinzione dal piano visivo a quello tattile attraverso differenti segni riconoscibili sulla superficie.

In questo modo le dita assumono il ruolo normalmente affidato agli occhi: invece di cercare un colore, il giocatore cerca una determinata forma o configurazione tattile.

È un approccio particolarmente interessante perché dimostra che un prodotto accessibile non deve necessariamente rinunciare alla propria identità originale.

È davvero un cubo di Rubik Braille?

Il progetto viene spesso indicato come Rubik Cube Braille, ma il concetto è più ampio della semplice applicazione dell’alfabeto Braille al famoso rompicapo.

L’obiettivo fondamentale è infatti rendere ogni faccia distinguibile attraverso il tatto. Da questo punto di vista FEEL può essere considerato soprattutto un esempio di design tattile applicato a un gioco.

La superficie diventa così un’interfaccia: forme e rilievi comunicano informazioni senza richiedere l’utilizzo della vista.

Quando il design diventa inclusivo

FEEL è interessante soprattutto come esempio di design inclusivo e accessibile.

Progettare un prodotto accessibile non significa necessariamente creare un oggetto completamente separato destinato esclusivamente alle persone con disabilità. Spesso è possibile partire da un prodotto esistente e ripensare il modo in cui vengono comunicate le informazioni.

Nel caso del cubo di Rubik, il problema non riguarda il meccanismo: ruotare le facce è un’azione che può essere eseguita indipendentemente dalla vista. Il limite è rappresentato principalmente dal sistema utilizzato per distinguere i diversi quadrati.

Sostituendo l’informazione cromatica con un’informazione tattile, il concept mantiene quindi intatta gran parte dell’esperienza originale.

Un rompicapo che coinvolge un senso differente

Un cubo tattile può essere interessante anche al di là della sua funzione accessibile.

Provare a riconoscere le facce utilizzando esclusivamente le dita modifica infatti completamente il rapporto con un oggetto che siamo abituati a interpretare attraverso la vista.

FEEL diventa così anche una riflessione sul modo in cui vista, tatto e design dell’interazione influenzano la nostra capacità di utilizzare gli oggetti.

FEEL Rubik Cube: un piccolo esempio di design accessibile

Il FEEL Rubik Cube dimostra come una modifica apparentemente semplice possa cambiare profondamente l’accessibilità di un prodotto.

Il celebre cubo colorato diventa un rompicapo tattile per non vedenti e ipovedenti, mantenendo il principio che lo ha reso famoso ma sostituendo il colore con informazioni percepibili attraverso le dita.

Un concept che unisce gioco, creatività e accessibilità e che ricorda quanto il buon design possa nascere anche dall’osservazione delle esigenze di persone che interagiscono con gli oggetti in modi differenti.

Se ami i progetti capaci di reinterpretare gli oggetti quotidiani, puoi scoprire altri gadget di design selezionati da Design Miss.

Davide

Determinato, intraprendente ed affidabile. E’ uno stacanovista, e se non ha la soluzione non si alza dal tavolo… Per fortuna, la soluzione la trova sempre!

Share
Published by
Davide

Recent Posts

FABULA di MATLIGHT MILANO: la lampada in alabastro che trasforma la pietra in luce

Una lastra di alabastro sospesa nello spazio che, quando viene illuminata, lascia emergere venature, trasparenze…

14 Set 2026

Arredare mansarda: luce, misura e carattere

Arredare mansarda significa progettare con luce, altezze e materiali: idee per trasformare un sottotetto in…

14 Set 2026

Parquet gres porcellanato per interni contemporanei

Parquet gres porcellanato: estetica del legno, resistenza tecnica e criteri di scelta per interni contemporanei,…

13 Set 2026

Illuminare opere d’arte: la luce che rivela

Illuminare opere d’arte significa progettare una luce precisa: valorizza colori, materie e volumi, protegge le…

12 Set 2026

Come valorizzare pareti con boiserie negli interni

Scopri come valorizzare pareti con boiserie: materiali, proporzioni, colori e luce per ambienti contemporanei, classici…

11 Set 2026

Come usare il travertino negli interni oggi

Come usare il travertino negli interni: finiture, abbinamenti e applicazioni per ambienti contemporanei, dal bagno…

10 Set 2026