In Italia basta vedere il caratteristico cuore rosso e bianco di Algida per pensare immediatamente a gelati come Cornetto, Magnum o Solero. Ma attraversando il confine può succedere qualcosa di curioso: il logo rimane praticamente lo stesso mentre il nome del brand cambia completamente.
Algida fa infatti parte di una grande famiglia internazionale di marchi riuniti sotto l’identità Heartbrand. A seconda del Paese, lo stesso simbolo può essere accompagnato da nomi differenti come Wall’s, Frigo, Ola o Kibon.
Un interessante esempio di branding globale nel quale l’identità visiva riesce a unificare marchi locali differenti.


Algida cambia nome nel mondo
Chi viaggia all’estero potrebbe quindi trovare prodotti familiari sotto un’insegna apparentemente diversa.
Il nome Algida utilizzato in Italia non è infatti quello adottato universalmente. Unilever ha storicamente operato nel settore dei gelati attraverso numerosi marchi locali, molti dei quali hanno mantenuto il proprio nome.
La soluzione è stata costruire un’identità visiva comune capace di rendere riconoscibile la famiglia indipendentemente dal nome scritto accanto al simbolo.
Heartbrand: il cuore che unisce i diversi marchi
L’elemento comune è il celebre logo a forma di cuore, da cui deriva il nome internazionale Heartbrand.
È una soluzione particolarmente interessante dal punto di vista del graphic design: il simbolo diventa più importante della denominazione locale.
Un consumatore italiano può non conoscere il nome Wall’s o Ola, ma guardando il cuore può comunque riconoscere immediatamente un’identità visiva familiare.
Come si chiama Algida negli altri Paesi?
La famiglia Heartbrand comprende e ha compreso diversi nomi locali. Tra quelli documentati da Unilever troviamo:
- Algida, utilizzato in Italia e in altri mercati;
- Wall’s, uno dei nomi più conosciuti a livello internazionale;
- Kibon, utilizzato in Brasile;
- Ola, presente in diversi mercati;
- altri marchi locali associati nel tempo alla stessa identità Heartbrand.
La lista può variare in funzione del periodo storico e del mercato, ma il principio rimane lo stesso: nomi differenti possono condividere un unico sistema di identità visiva.
Perché non utilizzare semplicemente Algida in tutto il mondo?
Dal punto di vista del branding sembrerebbe più semplice utilizzare un solo nome internazionale. La storia dei marchi, però, è spesso più complessa.
Le aziende crescono attraverso acquisizioni, fusioni e marchi che possiedono già una forte notorietà nei rispettivi mercati. Sostituire immediatamente un nome conosciuto localmente significherebbe rischiare di perdere una parte di quel valore.
Heartbrand permette invece di ottenere entrambe le cose: conservare il riconoscimento dei marchi locali e costruire contemporaneamente una forte identità internazionale.
Il logo diventa più importante del nome
Normalmente siamo abituati a pensare che sia il nome a identificare un marchio e che il simbolo abbia una funzione complementare.
Nel caso di Heartbrand il rapporto diventa particolarmente interessante. La forma del cuore agisce come una sorta di denominatore comune tra identità nominali differenti.
Il consumatore può così incontrare parole completamente diverse da quelle che conosce, ma continuare a percepire una relazione tra i prodotti grazie alla forma e ai colori del logo.
Un caso interessante di global branding
Il sistema Algida/Heartbrand mostra bene la differenza tra brand globale e marchio locale.
L’identità internazionale non richiede necessariamente che tutto sia identico in ogni Paese. Può essere costruita anche attraverso alcuni elementi costanti, lasciando che altri cambino in funzione della storia e della cultura del mercato.
Nel caso dei gelati Heartbrand, il cuore rosso e bianco svolge proprio questa funzione: collega visivamente prodotti e marchi distribuiti in Paesi differenti.
Algida, Wall’s, Kibon e Ola: prodotti familiari sotto nomi diversi
La strategia diventa ancora più evidente osservando i prodotti. Unilever ha storicamente incluso nella famiglia internazionale Heartbrand marchi di gelato come Cornetto, Magnum, Carte d’Or e Solero.
Questo significa che durante un viaggio possiamo riconoscere un prodotto prima ancora di riconoscere il marchio locale che lo commercializza.
Packaging, prodotto e simbolo internazionale costruiscono una continuità visiva che supera il cambiamento del nome.
Quando il graphic design supera le barriere linguistiche
Il caso Algida dimostra quanto possa essere potente un’identità visiva semplice e riconoscibile.
Un nome deve essere letto, pronunciato e ricordato. Una forma, invece, può essere riconosciuta quasi istantaneamente.
Il cuore Heartbrand svolge esattamente questa funzione: crea una connessione visiva tra mercati, lingue e nomi differenti.
Ed è probabilmente questo l’aspetto più interessante dell’intero progetto dal punto di vista del design: Algida può cambiare nome attraversando una frontiera, ma non ha bisogno di cambiare volto per continuare a essere riconoscibile.