Dormire avvolti in una gigantesca fetta di pizza? È l’idea alla base di Pizza Bed, il progetto dell’art director newyorkese Claire Manganiello che trasforma lenzuola, copripiumino e cuscini negli ingredienti di una pizza al pepperoni.
Quello che inizialmente era nato come un divertente esperimento realizzato con Photoshop diventò rapidamente virale online, fino a spingere la sua creatrice a provare a trasformarlo in un vero set di biancheria da letto.
L’idea nasce a New York durante una fredda notte d’inverno. Claire Manganiello raccontò di essersi ritrovata per strada, intorno alle tre del mattino, con una fetta di pizza in mano e il desiderio scherzoso di potersi infilare al suo interno per stare al caldo.
Qualche ora più tardi trasformò quell’immagine mentale in un progetto grafico utilizzando Photoshop.
Nacque così Pizza Bed: un normale letto matrimoniale reinterpretato visivamente come una gigantesca pizza.
La parte più divertente del progetto è il modo in cui i diversi elementi della biancheria da letto vengono utilizzati per ricostruire gli ingredienti.
Le lenzuola rosse rappresentano la salsa di pomodoro, mentre il copripiumino riproduce formaggio fuso e grandi fette di pepperoni.
I cuscini completano la composizione trasformandosi invece nel bordo della pizza, con una stampa che ricorda la crosta cotta.
Quando il letto è completamente rifatto, tutti gli elementi si sovrappongono formando un’unica grande pizza.
Manganiello pubblicò inizialmente Pizza Bed nel proprio portfolio online, nella sezione dedicata ai progetti più insoliti.
L’immagine iniziò però a circolare rapidamente sul web e venne condivisa da numerose pubblicazioni e personalità online.
Il successo del concept convinse la designer a valutare seriamente la possibilità di produrlo.
Alla fine del 2014 Claire Manganiello lanciò una campagna Kickstarter con l’obiettivo di trasformare il progetto digitale in un vero prodotto.
Il set previsto comprendeva lenzuolo con angoli, lenzuolo superiore, copripiumino e due federe, tutti coordinati per ricostruire graficamente la pizza.
Erano previste diverse dimensioni, dal letto singolo fino al king size.
Anche il packaging seguiva lo stesso gioco visivo: il set avrebbe dovuto essere consegnato all’interno di una confezione ispirata alle classiche scatole per la pizza.
Curiosamente, la pizza preferita di Claire Manganiello non era quella al pepperoni.
La designer raccontò di preferire la classica pizza al formaggio, ma scelse il pepperoni perché visivamente più riconoscibile.
Le grandi forme rosse distribuite sul formaggio rendono infatti immediata la lettura dell’immagine: basta uno sguardo al copripiumino per capire che il letto vuole rappresentare una pizza.
Pizza Bed racconta bene anche un particolare momento del design e della cultura online.
Nei primi anni 2010 stampe ispirate alla pizza, al bacon e ad altri cibi iniziarono a comparire su abbigliamento, accessori e oggetti per la casa, trasformando il food in un vero elemento grafico della cultura pop.
Pizza Bed portava questa tendenza all’estremo: invece di stampare una piccola pizza su un tessuto, trasformava l’intero letto in una gigantesca composizione gastronomica.
L’aspetto interessante del progetto di Claire Manganiello rimane la sua estrema semplicità.
Il letto non cambia forma e non vengono introdotti elementi particolarmente complessi. Sono esclusivamente grafica e disposizione della biancheria a modificarne completamente la percezione.
Lenzuola, copripiumino e cuscini mantengono la loro funzione originale, ma quando vengono osservati insieme diventano pomodoro, formaggio, pepperoni e crosta.
Un piccolo esercizio di design visivo nato quasi per scherzo che, grazie al web, trasformò una notte con una fetta di pizza in mano in uno dei concept di biancheria da letto più curiosi degli anni 2010.
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